Elettrocardiogramma

Cos’è

E’ la registrazione grafica delle variazioni elettriche che si verificano durante la contrazione cardiaca, raccolte per mezzo di elettrodi. Introdotto da Einthoven, che per questo si meritò il premio Nobel, costituisce il metodo diagnostico per eccellenza di tutte le aritmie.

A cosa serve

Grazie alle informazioni che fornisce è possibile identificare la presenza di disturbi del ritmo cardiaco o della propagazione dell’impulso elettrico che provoca la depolarizzazione delle fibre muscolari (alterazioni della conduzione) e di alterazioni miocardiche conseguenti a sofferenza ischemica.

Quando si effettua

La particolare morfologia dell’onda elettrica consente di mettere in luce alterazioni della diffusione dello stimolo, localizzate in una delle branche nelle quali il tessuto di conduzione si dirama a livello dei ventricoli. Nell’infarto del miocardio l’ECG risulta alterato sia nella fase acuta, con comparsa delle caratteristiche onde di lesione, sia nella fase post-acuta, quando si evidenziano le onde di necrosi, espressione dell’avvenuta morte di una porzione di cellule miocardiche.

Infine l’ECG può essere utilizzato per valutare lo stato del muscolo cardiaco (es. nella malattia aterosclerotica, nell’ipertensione arteriosa) o per mettere in luce disturbi metabolici legati a dismetabolismi o effetti collaterali di alcuni farmaci.

Cosa si deve sapere

E’ assolutamente indolore e per la sua esecuzione non si ricorre a farmaci. Non esistono complicanze.

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